Patriota (Milano, 1825 – Roma 1849).

Nacque da ricca famiglia lombarda; viaggiò da giovane per tutta l’Italia, in Germania e in Francia. Trovatosi a Milano allo scoppio dell’insurrezione delle “Cinque giornate”, fu tra i primi a raccogliere e ordinare una ardita schiera di giovani che condusse sulle barricate. Combattè poi con valore a Castelnovo, in Tirolo, nella difesa della posizione di Monte Suello e a Lonato. Dopo la catastrofe dell’agosto 1848 riparò in Piemonte, dove sciolse la schiera dei suoi volontari avendo risolto di abbracciare la carriera regolare dell’esercito.

Nominato maggiore di un battaglione di bersaglieri lombardi, lavorò intensamente all’istruzione militare e alla disciplina della sua truppa. Apertasi la campagna del 1849, col solo suo battaglione sostenne l’urto di ben 8000 Austriaci che dalla parte del Gravellone e di La Cava irruppero nel Piemonte. Con la disfatta dell’esercito e l’abdicazione di Carlo Alberto, andò coi suoi soldati a Roma, nella cui epica difesa si fece notare per senno e per coraggio. Venne nominato capo di stato maggiore di Garibaldi, col grado di tenente colonnello. La mattina del 30 Giugno, mentre con pochi soldati difendeva accanitamente Villa Spada, cadde colpito in pieno petto.

(Bibl. – G.d.e. UTET)



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